Clown da reparto, Dottor Colf del momento
chiedo un incontro per ossigenare
provando a danzare col nasorosso il mozzato umore.

Spazzino del giorno passeggio su valigie di carta
e sollevo il sentimento da pulire e buttare.

Di quel luogo non luogo seguo solo un umore privato
raccolgo con calma appunti di un corpo teso
modello emozioni scivolando nei fatti altrui
senza sbirciare sorvolo biancheria su seggiole tralasciata.

Offro un tempo in tempi che svendono tempo
per cucinare un piatto al quotidiano. 

A chi mi guarda, nell’attesa,
rileggo gli occhi che indicano il sogno
e senza rumore mi spalmo una smorfia per un sorriso.

Perche se il Dott Sogni ha il ruolo del non ruolo
è di volta in volta alpinista d’anime, operaio da tana, meccanico di canoa, cameriere di ricordo,
guida indiana per casa e Guido, custode di giardini privati, terra-Entroterra del mini gruppo.